Presentazione | Presentazione Lorendo Marcuccetti |
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Quando mi e' stato chiesto di scrivere queste poche righe di presentazione al lavoro di Lucia Pardini, mi sono trovato un po' a disagio, perche' sentivo di muovermi in un campo che non era propriamente il mio. D'altro canto pero' la cosa mi attraeva, perche' c'era qualcosa nella sua pittura che affascinava, quella sorta di messaggio subliminale che l'arte esprime e che si libra da cuore a cuoare dando emozioni. Era opportuno quindi risalire alla radice del suo percorso, quasi a volerne carpire la semantica e mettere infine per scritto quella coerenza che gia' sentivo ma che ancora non riuscivo a concretizzare. In effetti, nel procedere, ho preso atto di come ci fosse un'assonanza di fondo ad esempio, nella nostra formazione di autodidatti, mossi forse da una passione intrinseca per qualcosa che spesso solo ci attraversa e che noi dobbiamo essere capaci a materializzare abbastanza in fretta, prima che ci abbia abbandonato del tutto per dirigersiin qualche altra dimensione dello spazio e del tempo. Mi ha colpito per esempio una frase riportata in occasione di una sua personale tenuta a Camaiore, nell'estate del 2004: "Non sono una grande pittrice, ma un'umile persona che sprime cio' che prova davanti alla natura". Un messaggio che e' tutto un programma. I suoi paesaggi, che si aprono come finestre sul mondo,non sono infatti semplici riproduzioni fotografiche, oppure lo possono sembrare ad uno sguardo superficiale. In realta e' come se ad essi venisse applicato un filtro, leggero ed impalpabile: il filtro del cuore, dell'emozione vibrante che imprime alle immagini vitalita' brillantezza, la positivita' cioe' che ben dispone. Come un messaggio traslato di fiducia nel modo, che non e' solo terra, acqua e minerali, ma un corpo che palpita di vita propria. Un filtro che consente di dare uno spirito alle cose che materializzao, per meglio dire, di mettere in evidenza l'anima delle cose altrimenti potrebbe sembrare latente ad un primo sguardo. Cosi non posso non pensare alle parole dell'amico Lodovico Gierut, critico d'arte che descrivendo lo stile di quest'artista ne evidenzia la "soavita della pennellata fluida e brillante sulla tela, la capacita' di dare voce ai paesaggi". E proprio questo, in estrema sintesi, e' il dono piu concreto e spontaneo che lei ci offre osservando i suoi quadri : dare voce alle immagini, trasferirgli quella forza primordiale che insita in ogni cosa, ma che non tutti sono in grado di percepire, in una sorta di maieutica applicata al mondo della natura- E allora che dire....... rimani sempre cosi', matieni quell'umilta' che consente di entrare tra le pieghe piu' segrete del mondo che ci circonda, soprattutto, continua dare voce ai paesaggi. Lorenzo Marcuccetti |




